DM 19 Dicembre 2022: Pronti? 

Le strutture sanitarie e sociosanitarie devono essere pronte alla concorrenza, e questo, a prescindere da quello che riserverà il documento finale!

Il DM 19 dicembre 2022 sull’accreditamento istituzionale e la contrattualizzazione segna un punto di svolta per le strutture sanitarie e sociosanitarie. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di un cambio di paradigma. Qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure diventano elementi centrali sia per ottenere l’accreditamento sia per essere selezionati nella contrattualizzazione. 

E questo significa una sola cosa: non basta più essere autorizzati, ma bisogna essere competitivi. 

Il decreto è il risultato di un percorso normativo che parte dal D.Lgs. 502/1992 (artt. 8-quater e 8-quinquies) e passa attraverso: 

  • l’Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2012 
  • la riforma dei criteri di accreditamento 
  • il rafforzamento della gestione del rischio clinico 
  • la necessità di rendere oggettiva la selezione nella contrattualizzazione 

Con la DGR 1602/2023, anche la Regione Puglia ha recepito il decreto, confermando la direzione: 
le strutture devono dimostrare concretamente la qualità delle prestazioni erogate. Il DM 19 dicembre 2022, infatti, stabilisce che il rilascio dell’accreditamento per nuove strutture o nuove attività è subordinato alla valutazione regionale di: 

  • coerenza con la programmazione sanitaria 
  • possesso dei requisiti in linea con l’Intesa 2012 
  • verifiche documentali e in loco tramite OTA (Organismo Tecnicamente Accreditante) 
  • risultati già conseguiti 
  • impegno sugli obiettivi di sicurezza 
  • esiti di controllo, vigilanza e monitoraggio 

Non è più sufficiente “appartenere storicamente” al settore e dichiarare conformità. Occorre dimostrare performance, tracciabilità e capacità organizzativa, ma la parte più strategica del decreto riguarda la contrattualizzazione delle strutture sanitarie private accreditate. Infatti, le Regioni dovrebbero pubblicare avvisi con criteri oggettivi che valorizzino prioritariamente la qualità delle prestazioni: programmazione regionale, razionalizzazione della rete; attività svolta; alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico; esiti dei controlli e indicatori previsti dall’Allegato B. Tradotto in termini concreti: le strutture vengono comparate. E non tutte verranno scelte. 

Molte strutture stanno aspettando di capire come le Regioni applicheranno il decreto. È comprensibile. Ma è rischioso, perché la direzione è chiara: la qualità e la sicurezza delle cure non sono più requisiti statici, ma parametri dinamici di selezione e chi oggi investe in: sistemi di gestione del rischio clinico; indicatori misurabili di esito e processo; audit interni strutturati; tracciabilità documentale; integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico e formazione continua e dotazione tecnologica, non sta solo adempiendo a una norma. Sta costruendo un vantaggio competitivo. 

I recepimenti regionali confermano che il DM non è un documento teorico. Le Regioni hanno strumenti concreti per: 

  • valutare 
  • selezionare 
  • razionalizzare la rete 
  • privilegiare le strutture più performanti 

Aspettare eventuali “alleggerimenti” normativi può essere un errore strategico. 

Le domande che le strutture sanitarie ne sociosanitarie devono porsi è: se domani la Regione applicasse in modo rigoroso il DM 19 dicembre 2022, i nostri processi reggerebbero una verifica OTA? I nostri indicatori sono monitorati e documentati? Il sistema qualità è realmente operativo? La gestione del rischio clinico è strutturata? Se le risposte non sono immediate e documentabili, è il momento di intervenire. Adeguarsi al DM 19 dicembre 2022 richiede: 

  • analisi organizzativa 
  • revisione dei processi 
  • costruzione di indicatori 
  • integrazione qualità–sicurezza–programmazione 
  • preparazione alle verifiche 

Non è un’attività formale, è un lavoro strategico. Le strutture che si muovono ora non lo fanno per paura, lo fanno per farsi trovare pronte alla competizione. Chi interpreterà il decreto come un’opportunità si posizionerà, dando all’utente la giusta qualità e sicurezza delle cure, chi lo sottovaluterà, rischierà l’esclusione. E questo, a prescindere dall’evoluzione o involuzione che il Decreto avrà. 

Dr. Giacomo Francesco Forte esperto in management e compliance delle strutture sanitarie

Sono il CEO della Società di consulenza Health Rehabilitation Management S.r.l. per la gestione delle strutture sanitarie e sociosanitarie e un giornalista pubblicista. Aiuto le aziende e i manager al raggiungimento delle conformità, ma soprattutto al raggiungimento della migliore qualità e sicurezza delle cure. Mi occupo anche di Ricerca & Sviluppo, intercettando bandi di finanziamento e assistendo e supportando le strutture sanitarie e sociosanitarie al raggiungimento degli obiettivi ideando, pianificando, programmando, realizzando e monitorando i projects work

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